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Employer Branding: obiettivi, strategie, esempi

Con l’Employer Branding le aziende comunicano ai potenziali collaboratori quali sono le caratteristiche che rendono unica e appetibile la possibilità di lavorare per loro. Attraverso accurate strategie di marketing vengono evidenziate sia le caratteristiche strumentali che quelle simboliche; si va quindi dall’orario di lavoro al prestigio connesso al ruolo offerto. Il prestigio, in particolare, è una delle caratteristiche che determinano, a parità di condizioni, la scelta di entrare a far parte di un’azienda piuttosto che di un’altra.
L’Employment Advertising è il processo di comunicazione attraverso cui le aziende promuovono i posti di lavoro disponibili, le offerte diventano dei prodotti da valorizzare puntando sulle caratteristiche di unicità. Sottrarre i candidati più appetibili alla concorrenza, fidelizzare i dipendenti già in organico, sono gli obiettivi a cui puntano le aziende.

Quali sono le professioni più richieste?

Secondo la ricerca condotta da UnionaCamere a Anpal pubblicata alla fine del 2018, le professioni più richieste nei prossimi 5 anni sono rintracciabili in diversi settori chiave dello sviluppo economico e dell’innovazione.
Tra questi spiccano il digitale, la robotica e la meccatronica. Nel digitale iniziano ad emergere nuove figure destinate all’implementazione del 4.0. Nello specifico: le figure più richieste saranno gli analisti dei dati informatici, gli esperti in sicurezza informatica o nel campo dell’intelligenza artificiale. Social Media Manager, Big Data Analyst, Artificial Intelligence System Engineer saranno le professioni del futuro. Si prevede che i soggetti interessati oscilleranno tra le 200 e le 267 mila unità. Intorno ai 100 mila, invece, saranno i soggetti interessati dalla crescita del settore robotica; i professionisti più ricercati saranno i tecnici per l’automazione, i tecnici per i sistemi meccatronici e quelli per l’uso dei robot e il controllo macchina. In espansione anche il settore dell’Ecosostenibilità; l’attenzione all’ambiente, lo sviluppo di energie sostenibili, hanno bisogno di professionisti qualificati. Emergono così figure altamente specializzate come l’esperto di acquisti green, l’installatore di impianti, l’esperto di marketing ambientale. In crescita anche le imprese legate al settore della salute e del benessere, tra le figure più richieste ci saranno medici, fisioterapisti, infermieri, e quello della Cultura e dell’Educazione con docenti, traduttori, esperti in comunicazione e in marketing per i beni culturali.

Come attirare i candidati migliori?

L’Employer Branding ha due obiettivi: fidelizzare i talenti interni all’azienda per evitare che vadano alla concorrenza, rintracciare prima degli altri i talenti migliori da inserire in organico. Investire in una strategia di Employer Branding consente di valorizzare le caratteristiche dell’azienda e di attirare in modo naturale il candidato ideale.

Quali sono gli strumenti da utilizzare?

Le strategie di Employer Branding sono, a tutti gli effetti, delle strategie di marketing. Pianificare una strategia di Employer Branding significa stabilire degli obbiettivi, identificare il target, creare dei contenuti efficaci e altamente ingaggianti, scegliere i canali da utilizzare. I format video sono tra quelli più utilizzati, perché favoriscono lo storytelling aziendale e rendono immediatamente visibili volti e luoghi.
In tal senso un ottimo esempio è il video a 360° realizzato da Ubisoft nel 2016.


Nelle prossime settimane torneremo a parlare di Employer Branding per analizzare alcune case studies di successo, esempi di come la creatività possa essere applicata a storie aziendali diverse mantendendo elevato il livello di coinvolgimento.

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Il settore del Beauty tra innovazione e Social Commerce

Secondo una ricerca Nielsen*, negli ultimi tre anni, la distribuzione dei prodotti di bellezza e della cura personale si è triplicata. Il mercato del settore Beauty è in evoluzione, assume nuove forme e crea nuove connessioni tra i prodotti e i consumatori.

I Trend del Beauty

Il target del settore Beauty è prevalentemente femminile e alla ricerca continua di novità. Chi acquista cosmetici e prodotti di bellezza è alla ricerca di nuovi prodotti e di nuovi brand. Tra le più giovani c’è la tendenza a scovare piccole realtà, legate ad una produzione locale, con prodotti che restituiscano l’idea di una lavorazione meno industriale e più naturale. Oggi il consumatore è più informato e riserva una particolare attenzione ai prodotti utilizzati sul proprio corpo. Il concetto di “naturale” però, è piuttosto ampio e variegato. Ciò che viene considerato tale da uno, potrebbe non esserlo per un altro. L’industria della bellezza si è accorta già da tempo di questa tendenza, sempre più spesso i grandi marchi acquisiscono piccole linee per rendere trasversale il loro pubblico. Di recente L’Oreal ha acquistato Pulp Riot Hair Color, una linea che si rivolge ad un pubblico che voglia sperimentare con i colori, creativo e decisamente identificabile. I prodotti che attirano di più sono quelli che producono un effetto immediatamente visibile. Vale per il settore della colorazione per capelli così come per il makeup.

 

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@hairbyallisonclaire is the artist… Pulp Riot is the paint.

Un post condiviso da Pulp Riot Hair Color (@pulpriothair) in data:

L’importanza dell’E-commerce e del Social Commerce

Che ruolo ha il web nella distribuzione dei prodotti? I consumatori acquistano sempre più spesso online. La diffusione del mobile consente di acquistare in qualunque momento. Tra tutte le categorie merceologiche è proprio quella legata al settore Beauty che, più di altre, ha registrato un vertiginoso incremento delle vendite online. Due sono le modalità di acquisto principali: la scoperta di nuovi prodotti, il rifornimento di prodotti giù utilizzati in passato. La vendita dei prodotti online è cresciuta tantissimo grazie alle piattaforme dedicate come Sephora ma i social media si dimostrano determinanti nel guidare il processo d’acquisto. La disponibilità dei prodotti, la possibilità di acquistarli direttamente su Facebook o su Instagram, velocizza il percorso.

Il futuro del Beauty

Il futuro del settore Beauty si baserà sul Social Commerce, ne avevamo già parlato qui, e su connessioni sempre più immediate. La sperimentazione e la ricerca di soluzioni sempre più customizzate determineranno strategie di marketing mirate ad un pubblico specifico, disposto a condividere i contenuti che ne incontrano il gusto.
Diventa quindi fondamentale pianificare una strategia social di valore, perché non esiste miglior testimonial di chi condivide ciò che ama.

*Fonte: Nielsen 

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Il digital e i social network nel 2018

Il 2018 è stato un anno sorprendente per il digital e i social network in generale.
I dati che emergono ci confermano alcuni trend, ad esempio la capacità di penetrazione dei video, meglio se Live, e ne individuano di nuovi, come il Social Commerce.

Quante persone ci sono in Rete?

Nel 2018 il numero degli utenti connessi alla rete ha toccato quota 4 miliardi, più della metà della popolazione mondiale. Di questi 4 miliardi, 250 milioni circa si sono affacciati al web per la prima volta. Il tasso di crescita più alto si registra in Africa che è anche il luogo in cui internet viene ancora considerato come uno strumento necessario allo sviluppo. Una percezione che, in altre parti del mondo, sta perdendo di forza per lasciare spazio ad una maggiore valutazione dei rischi.
In media gli utenti trascorrono 6 ore della loro giornata online.
I social network macinano iscritti: nel 2018 il numero di persone iscritte alle piattaforme social è cresciuto di 1 milione al giorno. Crescono i social più conosciuti, come Facebook e Instagram, ma crescono ancora di più le piattaforme di messaggistica come Whatsapp e Messenger.
Adesso che sappiamo “chi sono”, scopriamo cosa fanno le persone che navigano per il web. Quali sono le loro esigenze? Cosa amano fare? Come utilizzano i social network? Cosa acquistano in rete?

A cosa serve internet?

Il digital fa parte della nostra quotidianità, siamo connessi per creare e mantenere relazioni, per giocare, per fare shopping, per gestire le nostre attività, per lavorare. La nostra è una realtà digitale in evoluzione continua e in movimento. Lo dicono anche gli Insight: il device più utilizzato resta il pc ma cresce il mobile. Il 52% del totale degli utenti si connette alla rete da un dispositivo mobile e fa registrare un +4% rispetto al 2017. La connessione in movimento si conferma come la modalità di fruizione preferita; basta guardarsi intorno, alzare lo sguardo dal proprio schermo, per rendersene conto.

Quali sono le piattaforme più utilizzate?

A livello mondiale, le piattaforme che registrano il numero più elevato di utenti sono i social network, le applicazioni legate ai contenuti videofotografici e le applicazioni di messaggistica.
Le persone vogliono creare relazioni e immergersi in un mondo fatto di immagini, sono alla ricerca di contenuti emozionanti e coinvolgenti.

Come spendono il loro tempo online?

Gran parte del tempo speso online viene impiegato nella ricerca di prodotti da acquistare. Questo tipo di ricerca cresce anche all’interno dei social; le piattaforme nate con l’intento di mettere in relazione le persone sono tra gli strumenti più utilizzati per ricercare prodotti e servizi. Questa tendenza interessa sia la fascia che comprende gli utenti più giovani sia quella che comprende gli utenti tra i 55 e i 64 anni. Come anticipato il Social Commerce sarà uno dei trend del 2019: la possibilità di accedere ai prodotti e di finalizzare l’acquisto all’interno di Facebook e Instragram è un’opportunità sempre più sfruttata dai consumatori. D’altro canto pare che Zuckerberg, già da tempo, abbia colto questa tendenza: lo sviluppo di tutti quegli strumenti necessari ad affermarla, dal miglioramento del motore di ricerca interna alla possibilità di creare una Vetrina per i prodotti, lo dimostra.

Chi sono gli utenti di Facebook?

Iniziamo col dire quanti sono gli utenti attivi iscritti alla piattaforma. I dati ufficiali dichiarano oltre 2 miliardi di utenti attivi, con una crescita del 15% rispetto al 2017. L’88% degli utenti effettua l’accesso a Facebook via mobile. 44% degli utenti attivi ha dichiarato di essere di sesso femminile, il 56% è invece di sesso maschile. Una buona percentuale degli utenti attivi si divide tra la fascia di età che va dai 18 ai 24 anni e quella che copre gli utenti tra i 25 e i 34 anni, come una prevalenza del genere maschile. Il 95% degli accessi proviene da smartphone e tablet.

Chi sono gli utenti di Instagram?

Nel 2018 gli utenti attivi su Instagram sono stati 800 milioni, distribuiti in modo equo tra il genere maschile e quello femminile. Le fasce d’età più attive sono quelle comprese tra i 18 e i 34 anni; segue quella compresa tra i 35 e i 44. Interessante la classifica degli hashtag più utilizzati, oltre a quelli più generici come #love e #beautiful ne emergono altri che permettono di individuare i settori che creano più engagement, nel top ten compaiono infatti gli hashtag #fashion #fitness #style e #travel.

Il futuro del digital.

La crescita del numero di utenti nei paesi in via di sviluppo modificherà i prodotti digitali; questi dovranno essere fruibili da tutti in modo semplice e immediato. Così, il futuro che si prospetta vedrà l’ulteriore ascesa dei video. I contenuti video sono accessibili a tutti, la loro capacità di penetrazione prescinde dalla conoscenza delle lingue e dal livello di alfabetizzazione. I contenuti basati sulle immagini possono fare il giro del mondo mantenendo intatta la loro capacità comunicativa.

Il futuro dei social.

Quale potrebbe essere il futuro prossimo dei social? Per i brand si profila una sempre maggiore trasparenza. La conversazione sui social media e le interazioni aspirano ad essere scambi di qualità, ricchi di uno spirito critico che migliori il rapporto di fiducia con il pubblico e accresca l’idea di apertura. Una apertura di questo tipo può tradursi, a livello di contenuti, in una nuova ispirazione. Il consumatore perderebbe così il suo ruolo passivo, per diventare un soggetto che partecipa attivamente alla definizione del brand. Possiamo immaginare le “community” nate intorno ad un marchio come laboratori creativi in grado di definire un nuovo percorso strategico. “Ascoltare” i consumatori, coinvolgerli, e lasciarsi guidare dalle loro suggestioni; dal punto di vista delle tecnologie utilizzate questo nuovo tipo di scambio può trasformarsi in una comunicazione che utilizza strumenti di uso comune in modo diverso. La comunicazione potrebbe diventare ancora più diretta grazie alle piattaforme di messaggistica istantanea, riuscire ad associare gli shop online ai messaggi diretti (in questa direzione sta lavorando Facebook anche con alcuni formati adv) favorirebbe la conversione.

Alla fine di questa breve panoramica sul digital e i social network nel 2018 possiamo tirare le somme e immaginare che nei prossimi mesi vedremo crescere le attività di social selling attraverso l’utilizzo di contenuti mirati. I video diventeranno sempre più trasversali e andranno ad intercettare il pubblico di cui i brand hanno bisogno per raggiungere gli obbiettivi di business. Crescerà lo scambio diretto attraverso l’utilizzo del Direct Messenger Marketing.

Noi di Uramaki crediamo nelle strategie digitali integrate, costruite su contenuti di valori e veicolate attraverso i format e i canali più adatti alle esigenze del brand che si rivolge a noi.
Il 2019 sarà un anno ricco di sfide e opportunità da non lasciarsi sfuggire!

Fonti: I dati presenti in questo articolo sono ricavati dal report “Global Digital 2018”  di We Are Social in collaborazione con Hootsuite.

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Il racconto visivo nello storytelling: la scelta dei format e la narrazione.

Perché fare storytelling?
Per esserci e per raccontare nel modo più adatto la nostra azienda e i nostri valori. Raccontare chi siamo attraverso contenuti visivi è il modo migliore per costruire un immaginario coinvolgente ed emozionale. Il racconto visivo nello storytelling ha diverse forme: il nostro linguaggio può esprimersi con dei video o con delle foto; possiamo realizzare delle animazioni o delle infografiche. Quando decidiamo di fare storytelling dobbiamo esser certi di creare dei contenuti adatti al mezzo che intendiamo utilizzare e al messaggio che vogliamo veicolare.
La coerenza è alla base di ogni narrazione, la coerenza dà forza al racconto e consente la creazione di un immaginario che funzioni davvero.
Il visual storytelling deve tener conto del destinatario del messaggio, in tal senso la scelta del formato (video, illustrazioni, animazioni, grafiche più o meno complesse) dovrebbe essere la naturale conseguenza di uno studio approfondito del pubblico di riferimento. In una campagna di storytelling gli immaginari che si incontrano sono due: quello dell’azienda che vuole incontrare il suo pubblico e quello del pubblico che, a volte in modo non del tutto consapevole, lascia che il “messaggio” intercetti le sue emozioni.
Quando parliamo di storytelling non possiamo non considerare le emozioni come il motore del racconto.
Nel linguaggio visivo le emozioni prendono forma step by step, attraverso la creazione di una narrazione armoniosa che comprenda personaggi emotivamente coinvolgenti, uno stile che dia una connotazione precisa alla storia, un’idea che porti a compimento l’unione tra i due immaginari che devono incontrarsi.
A Natale del 2017 Bulgari, in collaborazione con Save the Children, ha lanciato la campagna #SeeMyWish. #SeeMyWish si è mossa su diverse piattaforme: sul sito ufficiale Bulgari, attraverso la condivisione di diversi video dedicati su Youtube, su Instagram col contributo di star, influencer e utenti comuni che hanno aderito all’iniziativa postando, come richiesto, un selfie in cui tengono gli occhi chiusi.

La campagna Bulgari è un ottimo esempio di come lo storytelling debba tener conto dei medium utilizzati e di come sia fondamentale, una volta individuata la giusta narrazione, declinare i contenuti in base alle caratteristiche delle piattaforme utilizzate.

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Formati video su Facebook: le inserzioni in-stream

Il successo dei formati video su Facebook ha modificato nel tempo le modalità di fruizione in movimento. La durata dei contenuti, inizialmente breve, si è estesa fino a comprendere contenuti mediamente più lunghi. Le nuove tecnologie consentono agli utenti di utilizzare i device mobile per visualizzare ogni tipo di contenuto, scelto in base alle esigenze e al gusto personale. Per questo motivo Facebook cerca costantemente di restare al passo anticipando, oppure assecondando, le necessità di utenti e inserzionisti.

Nelle ultime settimane Facebook ha ampliato le opzioni disponibili per gli annunci video. Ogni inserzionista che deciderà di sponsorizzare un contenuto utilizzando dei formati video ads potrà scegliere come posizionare l’annuncio in-stream. Queste nuove opzioni sono disponibili sia su Facebook che su Audience Network, la piattaforma pubblicitaria che consente di pubblicare gli annunci su siti e app esterni a Facebook.

In base agli insight disponibili sappiamo che oltre il 70% degli annunci video in-stream da 15 secondi sono visualizzati per intero, soprattutto se completi di audio. Sarebbe quindi questo il formato ideale per ottimizzare l’investimento iniziale. Se a questo si accompagna la capacità di Facebook di mirare ad un pubblico specifico ecco che le possibilità di raggiungere il proprio target diventano davvero elevate.
L’elemento che può davvero fare la differenza, però, resta sempre il contenuto.
Conosciamo le strategie, le statistiche e gli strumenti in grado di farci ottenere dei buoni risultati, ma sappiamo anche che un contenuto di valore suscita interesse ben oltre l’investimento economico iniziale.
Creare una storia coinvolgente, realizzare un prodotto curato in ogni dettaglio, sono i presupposti fondamentali per chiunque voglia sfruttare i formati video su Facebook per creare delle campagne ads davvero performanti.

(via Facebook)

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Live Instagram: come sfruttarli al meglio

Instagram è uno dei social network più amati dai millennials. La fascia compresa tra i 18 e i 29 anni è tra le più attive sulla piattaforma e la funzionalità Live Instagram è tra le più apprezzate. Gli instagrammers sono follower ma anche creator: sono utenti interessati a fruire dei contenuti ma anche a crearne di nuovi e a condividerli.
Cosa si aspetta da una piattaforma come Instagram un utente con queste caratteristiche?
Senza dubbio la facilità di utilizzo e la possibilità di avere i contenuti a portata di mano. Altra caratteristica fondamentale è l’immediatezza, la possibilità quindi di accedere ad eventi che si svolgono anche a distanza di migliaia di chilometri e di poterlo fare con un clic.
Ecco perché inserire i Live Instagram in una strategia digitale può essere fondamentale per i brand. Le dirette video di Instagram aumentano l’engagement e generano un circolo virtuoso che accresce la brand awareness.

Come funzionano i Live Instagram?

Per fare una diretta su Instagram basta aprire la fotocamera e scorrere il menu fino a selezionare la voce Live, nella versione italiana di Instagram troverete la voce “Inizia un video in diretta”.
Prima di avviare la diretta ricordatevi di settare le Impostazioni della Storia che state per condividere. Ci sono diverse opzioni di cui tener conto per ottimizzare la diffusione del contenuto, quindi non dimenticate mai questo importante passaggio.

Cosa fare durante la diretta?

Per essere sicuri che tutto stia andando per il verso giusto tenete sempre d’occhio il numero di persone che sta visualizzando la diretta su Instagram. L’app ha già comunicato ai vostri follower che siete on air, verificare quanti di questi vi stiano effettivamente seguendo, può essere un buon sistema per capire quanto risulti interessante il contenuto che state trasmettendo. In poche parole, avrete una verifica in real-time della vostra capacità di catturare e tenere alta l’attenzione del pubblico.

Come sfruttare al meglio i Live Instagram

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possono dare alle dirette su Instagram la qualità professionale necessaria.

Preparatevi alla diretta

I social premiano la spontaneità ma essere spontanei non significa improvvisare. Prima di andare on air sarebbe opportuno preparare una traccia di ciò che vogliamo dire. Preparare una scaletta degli argomenti e rielaborarla secondo le nostre abilità comunicative è il modo migliore per ottenere un buon riscontro.
Allestite un piccolo set: se vi è possibile provate ad organizzare lo spazio che vi circonda in modo che sia funzionale alla diretta. Prestate attenzione allo sfondo, verificate che l’audio funzioni correttamente e che la vostra fotocamera inquadri esattamente ciò che volete mostrare.

Pianificate i contenuti

Se pensate di inserire nella vostra strategia digitale i Live Instagram non trascurate la pianificazione dei contenuti. Stabilite i vostri obbiettivi e create un palinsesto.
Attraverso le dirette Instagram potere lanciare nuovi prodotti, rispondere alle domande dei vostri follower per creare maggiore coinvolgimento. I Live Instagram possono aiutarvi a condividere eventi ed iniziative speciali. Una volta stabilito il palinsesto ricordatevi di annunciare in anticipo l’arrivo dei Live, pianificate quindi la pubblicazione di contenuti che creino aspettativa e, allo stesso tempo, facciano da reminder dell’evento.

Sfruttate il tempo a disposizione

I Live Instagram sono effimeri, restano visibili soltanto per poche ore. Quello che può essere considerato un limite è, in realtà, una caratteristica che può fare da boost alle vostre iniziative di marketing. Il tempo limitato di una promozione può corrispondere ad una idea di esclusività che spinge la conversione.

I Live di Instagram possono essere sfruttati in tanti modi diversi, la sfida per i brand è trovare quello adatto al proprio business e creare uno o più format che valorizzino al meglio i contenuti da veicolare.

(via Sproutsocial.com)

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Brand Collabs Manager – Come sfruttarlo al meglio per l’Influencer Marketing

Pianificare una strategia di Influencer Marketing è un ottimo sistema per aumentare l’engagement e accrescere i numeri e la fidelizzazione del pubblico. Vi abbiamo già raccontato come funziona la piattaforma Brand Collabs Manager di Facebook, oggi prendiamo spunto da un interessante articolo di Social Media Today per darvi alcuni suggerimenti su come sfruttare al meglio le sue potenzialità.

Brand Collabs Manager mette in contatto i brand con i creator più adatti alle loro esigenze, tenendo conto di numerosi fattori tra cui l’età, il genere e gli interessi. Attraverso la piattaforma i brand possono reclutare gli influencer che per target mostrano maggiore affinità ed accedere a insight che facilitano il processo di selezione.

Identificare il giusto influencer

Con Brand Collabs Manager è possibile rintracciare l’influencer che mostra di essere maggiormente in linea con la visione e i valori del brand interessato ad implementare una campagna di influencer marketing.
Gli influencer, d’altro canto, con gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma, hanno la possibilità di creare un portfolio collegato alla propria Pagina Facebook; all’interno del portfolio possono essere inserite le campagne di cui i creators sono già stati ambasciatori.
Brand Collabs Manager facilita il lavoro dei committenti ma anche di chi voglia mettere a disposizione dei brand la propria esperienza nel settore dell’influencer marketing.

Creare contenuti di valore

In qualunque strategia digital è fondamentale creare dei contenuti di valore, e in questo le strategie di influencer marketing non sono affatto diverse. Per questo i brand non dovrebbero limitarsi a verificare i numeri e le statistiche degli influencer che vogliono coinvolgere nella loro campagna, ma anche tener conto dei contenuti che questi hanno creato nel corso del tempo. Il risultato finale deve essere sempre autentico e riconducibile al creator. Una produzione di contenuti che si allontani dal registro dell’influencer potrebbe suonare come poco autentico e quindi meno credibile, compromettendo il risultato della campagna.

Autenticità come chiave per il successo

Non a caso la trasparenza e l’autenticità sono alcuni dei valori fondamentali che dovrebbero ispirare i contenuti e la collaborazione tra brand e influencer. Facebook è impegnata in una battaglia sempre più decisa alle fake news e per gli stessi utenti è importante stabilire un rapporto di fiducia con la piattaforma e i contenuti che attraverso questa vengono veicolati.
Allo stesso modo i brand devono creare delle relazioni con gli influencer; relazioni che non si limitino ad un formale rapporto di lavoro. Quello che serve è una adesione ai valori, una corrispondenza tra l’immagine del brand e lo stile dei creator selezionato.

Realizzare messaggi personalizzati

Una volta stabiliti i contenuti è necessario trovare il pubblico adatto. Brand Collabs Manager, tra le altre cose, consente di targettizzare in modo molto approfondito gli utenti. Sarà quindi più semplice creare messaggi personalizzati e in grado di alzare il livello di engagement.

Tracciare le performance

A questo punto non rimane che lanciare la campagna e monitorare i risultati. Per sfruttare al meglio le potenzialità di Brand Collabs Manager bisogna misurare costantemente gli insight. Usare Facebook per misurare le performance permetterà di capire quali sono i contenuti che funzionano meglio e le call to action più performanti. Attraverso un uso consapevole dei dati è possibile costruire delle strategie ottimizzate al meglio.

Gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme social puntano all’ottimizzazione delle campagne in modo che nessuno sforzo, creativo o economico che sia, vada sprecato.

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LinkedIn Ads – Come funziona e come sfruttarlo al meglio

Stai implementando la tua strategia B2B su Linkedin? Vuoi incrementare il tuo business pianificando una campagna su Linkedin Ads ma non sai quale sia il formato più adatto alle tue esigenze?
Linkedin ha rilasciato una flowchat che aiuta a capire quali siano le opzioni più giuste per ottimizzare la gestione delle campagne di sponsorizzazione su Linkedin.


Creare dei contenuti di valore è il primo passo per avere una presenza organica di rilievo sui social.
Per emergere nel flusso delle informazioni bisogna però tenere in considerazione anche la necessità di creare delle campagne adv che aiutino i contenuti ad arrivare alle persone giuste.
La prima cosa da fare è stabilire quali sono gli obbiettivi di marketing.
Vuoi fare brand awareness? Generare lead? Intercettare il tuo target in modo diretto?
Decidi in base ai contenuti che hai prodotto quale sia la strada giusta da seguire.
I video ads su Linkedin hanno risultati tre volte superiori ai contenuti statici.
Se hai già realizzato dei video puoi utilizzarli per creare dei Contenuti sponsorizzati oppure pensare di crearne uno ad hoc per ottimizzare l’investimento pubblicitario. I contenuti sponsorizzati vengono visualizzati direttamente nel feed e la possibilità che vengano intercettati è molto elevata. Aumentano così la visibilità e la possibilità di creare lead di qualità.
Se i tuoi contenuti sono statici il formato ideale è Annunci di testo.
Con gli annunci di testo generi lead di qualità e ottiene una conversione immediata, grazie alla possibilità di inserire delle CTA (Call to Action) immediate.
Un altro formato che può fare la differenza è Messaggi inMail sponsorizzati. Con i Messaggi inMail sponsorizzati è possibile creare dei messaggi personalizzati che aumentino le conversioni, raggiungendo il target sia su pc che su dispositivi mobile.

Linkedin Ads è uno strumento che valorizza le strategie digitali B2B, dando visibilità ai contenuti e creando una relazione di qualità con un pubblico realmente interessato al tuo business.

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Come creare Facebook ADS per il mobile

Facebook lancia nuovi tool per la creazione di spot su mobile. I tool a disposizione delle aziende consentiranno la creazione di formati adv mobile first. Secondo alcuni dati, diffusi attraverso il blog del social network, i formati mobile first hanno una maggiore capacità di engagement e sono in grado di creare un’identificazione più forte e immediata tra il contenuto veicolato e il brand.
Gli sviluppatori Facebook hanno ideato un framework che consente di creare facilmente delle animazioni a partire da immagini fisse già esistenti.

Quali sono i tool per creare adv mobile?

Vediamo nel dettaglio quali sono gli strumenti che Facebook mette a disposizione per ottimizzare le sponsorizzazioni.

1. Video Creation Kit
2. Video Cropping
3. Simple video creation tools

Video Creation Kit

È lo strumento che trasforma immagini e testi già esistenti in video ottimizzati per dispositivi mobile. I formati disponibili sono 1:1 per il newsfeed e 9:16 per le Storie Facebook e Instagram.
I template sono 4 e sono disponibili all’interno della Gestione Inserzioni o direttamente all’interno della Pagina aziendale. In base alle esigenze di business è possibile scegliere tra:
Promuovi un prodotto: formato da 6 secondi, con focus su un singolo prodotto. Ideale per creare interesse e vendere.
Vendi più prodotti: formato da 6 secondi, ideale per le offerte speciali e guidare gli acquisti.
Mostra i vantaggi di un prodotto: per mostrare le caratteristiche più importanti di un prodotto e il suo funzionamento.
Fai scoprire un prodotto: racconta un prodotto e metti in luce la sua unicità.

Video Cropping

Video Cropping è il tool che consente di ottimizzare le dimensioni del video, scegliendo tra quelle disponibili, ideali per la fruizione su Facebook: 1:1 e 4:5 per la visualizzazione all’interno del newsfeed, 16:9 per l’in-stream e 9:16 per le storie.

Simple Video Creation Tool

È il tool che consente di creare direttamente dalla Pagina, quando si mette in evidenza un post, un video basato su immagini statiche già esistenti.

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Watch Party Facebook: come utilizzarli in una strategia di video marketing

Facebook lancia una nuova funzionalità che potrebbe rivelarsi molto utile per gli amministratori dei gruppi e, in futuro, delle Pagine.
Alla fine di luglio, infatti, è stato lanciato in tutto il mondo Watch Party Facebook.

Cos’è Watch Party?

Watch Party è la nuova feature che consente ai membri di un gruppo di guardare insieme dei video e di farlo in tempo reale. Durante la fruizione dei contenuti è possibile interagire e commentare, aumentando così la connessione e lo scambio tra gli utenti. Nei mesi scorsi i Watch Party, Video Party nella versione italiana, sono stati sperimentati all’interno di alcuni gruppi Facebook. Selezionati tra quelli più numerosi e ad alto tasso di interazione, tra questi c’era anche il gruppo delle #socialgnock che abbiamo seguito lo scorso febbraio in occasione della loro partecipazione al Facebook Communities Summit di Londra.
Durante la fase di testing, Facebook ha chiesto e ottenuto da parte degli amministratori dei Gruppi alcuni feedback molto interessanti; sono riscontri che hanno confermato il valore di questo strumento, utilissimo per aumentare e rendere più coinvolgente la conversazione tra gli utenti. L’obbiettivo di Facebook si conferma quello di creare delle community basate su interessi condivisi che producano scambi di valore, in grado di avere ricadute positive anche nella vita “reale” del pubblico.
La capacità di Watch Video di riunire i membri di un Gruppo è confermata sia per gruppi di grandi dimensioni che per gruppi più ristretti. Le dirette, o i video pre-registrati, possono essere utilizzati per raccontare delle storie, offrire dei tutorial, dare dei consigli sugli argomenti che caratterizzano la community.

Come sfruttare al meglio Watch Party?

Inserire i Watch Party all’interno di una strategia di video marketing significa migliorare il livello qualitativo delle produzioni. Le dirette streaming attualmente disponibili viaggiano leggere per raggiungere un pubblico numeroso, che predilige come strumento per la fruizione un device mobile. Con i Watch Party Facebook ci sarà la possibilità di pre-registrare dei contenuti confezionati con più cura e diffusi online con una maggiore definizione delle immagini.

Facebook ha in programma di avviare una nuova versione Beta per Watch Video sui profili privati e, molto presto, potrebbe arrivare anche la versione dedicata alle Pagine: per i brand potrebbe essere uno strumento rivoluzionario.

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