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La tecnologia applicata ai processi di recruitment

La ricerca, la selezione e la valutazione dei migliori candidati sono fasi fondamentali negli accurati processi di recruitment che puntano a identificare specifiche competenze nel profilo ricercato.
Grazie alla trasformazione digitale e alla tecnologia la selezione del personale, oggi, ha la possibilità di svolgersi con la stessa accuratezza di sempre ma con modalità rivoluzionarie che ottimizzano il processo e consentono un raggio di azione più ampio riducendo i tempi.

Negli ultimi anni piattaforme come Linkedin sono state ampiamente utilizzate per la ricerca del personale, si tratta però di uno strumento non proprietario, su cui la possibilità di controllo e di personalizzazione resta comunque poco adeguato, soprattutto nella ricerca di figure manageriali.

La figura del consulente resta dunque centrale nei processi di recruitment, per continuare ad esserlo è necessario restare al passo con i tempi, seguendo le aziende nel loro processo di trasformazione digitale e monitorando i cambiamenti sociali e comportamentali entro cui si muovono i potenziali candidati.

Non basta dunque guardare alle competenze tecniche per trovare la persona più adatta a ricoprire un ruolo in una determinata azienda, oggi più che mai è importante rintracciare “persone” che rispecchino i valori aziendali.

Le prime fasi della selezione consistono generalmente in batterie di test e interviste in grado di valutare skills, profili psicometrici e “sintonia” con l’azienda.

Quali sono gli strumenti digitali più utili per il recruitment?

Videointerviste

La recente pandemia ha messo in evidenza che non sempre è necessario essere presenti fisicamente per incontrare qualcuno. Le videointerviste rappresentano una soluzione ottimale per “incontrare” il candidato che si trova a centinaia di chilometri di distanza. Le interviste possono essere live ma anche preregistrate. Diverse piattaforme dedicate al e-recruitment mettono a disposizione app e software tramite cui ricevere le domande oggetto dell’intervista a cui il candidato potrà rispondere in modo autonomo.

Gamification

Test rapidi e coinvolgenti da somministrare ai candidati anche via smartphone. Costruiti come veri e proprio game di abilità permettono di valutare i candidati tenendo traccia dei risultati ottenuti in modo immediato.

AI

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale semplifica il processo di recruiting, a partire dalla selezione dei CV.
Con l’uso dell’intelligenza artificiale è possibile muoversi tra i diversi profili dei candidati per keyword o in base ad analisi semantiche. In questo modo trovare il giusto match sarà ancora più immediato.

La tecnologia applicata ai processi di recruitment rappresenta, dunque, una risorsa fondamentale per venire incontro alle esigenze delle aziende e creare esperienze positive per i candidati.

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TikTok per i Brand: 5 tips per sfruttarlo al meglio

Negli ultimi mesi TikTok si è affermata come la piattaforma dedicata ai video brevi di maggior successo. Durante il lockdown ha raggiunto in Italia i 7 milioni di utenti unici. Dopo aver conquistato la Generazione Z e i Millennial, il social network nato in Cina, inizia ad incontrare il favore del pubblico che appartiene a fasce di età più alte.

Cosa può fare TikTok per i brand?

Recentemente TikTok ha lanciato TikTok for Business, una piattaforma che si pone l’obbiettivo di guidare i brand nella creazione di contenuti performanti da veicolare anche attraverso campagna ADV dedicate. Diversi i formati pubblicitari disponibili, nulla di nuovo dunque rispetto a piattaforme come Facebook. TikTok consente di creare campagne personalizzate con obbiettivi di business precisi, la differenza sostanziale è però nell’approccio che la piattaforma suggerisce a chi voglia investire in advertising.
Sull’HP della piattaforma, infatti, campeggia il claim “Dont’ make ads. Make Tiktoks”, un vero e proprio manifesto a cui ispirarsi nella creazione delle campagne, un chiaro invito ad uscite dalle consuete dinamiche e sperimentare un approccio del tutto nuovo che metta al centro di tutto la creatività.

I brand si umanizzano

Per entrare davvero nel mondo dei Tiktokers bisogna parlare il loro linguaggio. I video caricati sulla piattaforma sono puro intrattenimento, la creatività è il punto di forza per la creazione di contenuti di successo.
Attraverso i canali ufficiali i brand possono raccontare la loro visione del mondo. Molto spesso, attraverso TikTok, viene raccontato il “dietro le quinte”: gli sportivi condividono allenamenti e preparazione, i brand della moda raccontano gli shooting o il backstage delle sfilate. Nulla è lasciato al caso, l’obbiettivo è quello di “umanizzare” il brand, portarlo tra le persone raccontandone gli aspetti più inediti.

Le Challenge su TikTok

Una delle peculiarità di TikTok è la co-creazione. Gli utenti non vogliono semplicemente osservare, vogliono partecipare ed essere presenti sulla piattaforma con le loro creazioni. Non a caso le “challenge”, sfide a base di coreografie, lip-sync e prove di abilità ai limiti del possibile, hanno un altissimo tasso di engagement e spesso costituiscono il cuore di alcune campagne adv. Anche i brand possono lanciare delle challenge coinvolgenti, possono farlo a partire da un prodotto specifico oppure facendo leva semplicemente sulla creatività per aumentare la brand awareness.

Gli influencer su TikTok

Gli influencer giocano un ruolo di primo piano anche su TikTok. È proprio su questa piattaforma che possono mostrare il loro lato più divertente e, esattamente come i brand, quello più umano. Li vediamo impegnati in coreografie più o meno riuscite, sperimentare con i filtri più divertenti. Mixano la loro spontanea partecipazione alla vita della piattaforma con contenuti sponsorizzati, TikTok si presta benissimo al lancio di nuovi prodotti attraverso video dimostrativi che ne illustrano le caratteristiche.
Probabilmente TikTok non ha ancora smesso di stupirci, nel frattempo ecco alcuni tips utili per i brand:

 

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5 trend per il videomarketing nel 2020

Per pianificare una buona strategia digitale è fondamentale conoscere a fondo lo scenario di riferimento e stabilire quali contenuti possano contribuire in maniera più efficace al raggiungimento degli obbiettivi di comunicazione e di business.

Il videomarketing costituisce da sempre uno strumento importante per aumentare la brand awareness e produrre contenuti di valore, in grado di coniugare creatività e capacità di engagement.

Il 2020 conferma il valore dei contenuti video che continuano a rinnovarsi nei loro campi di applicazione, offrendo format personalizzabili in linea con le necessità dei brand e le aspettative del pubblico.

Live streaming

Il 2020 è stato l’anno del social distancing. La possibilità di “incontrarsi” in live streaming ha accorciato le distanze, consentendo di trasporre tutte le attività che abitualmente necessitano di una presenza fisica in ambienti digitali più o meno complessi. In fase emergenziale si sono rivelate molto utili piattaforme come Zoom; adesso, il moltiplicarsi di iniziative digitali online, una fra tutte la Milano Digital Fashion Week, impone l’utilizzo di strumenti per il live streaming di tipo professionale, capaci di creare eventi unici grazie all’utilizzo di vere e proprie cabine di regia.

Più immagini, meno parole

I video vengono molto spesso fruiti in mobilità, sono contenuti brevi che, per essere efficaci, devono colpire l’attenzione dell’utente in modo immediato. Per questo motivo è importante entrare immediatamente nell’immaginario del pubblico attraverso l’utilizzo di immagini curate, ricche di dettagli. Per ottenere questo effetto non sempre è necessario utilizzare un voice over, l’ideale è riuscire a raccontare per immagini, creare delle storie che possano funzionare anche senza una traccia audio che “spieghi” ciò che stiamo vedendo. I contenuti video possono e devono far riferimento al principio narrativo del “show don’t tell”.

Empatia e Autenticità

Il pubblico ha bisogno di autenticità, vuole ritrovarsi nelle storie e creare un collegamento vero con i brand che ama di più. Condividere i valori aziendali con il proprio pubblico, grazie all’utilizzo di immagini dalla qualità cinematografica, aumenta la possibilità di entrare in connessione con le persone.

Più video branding

Ogni piattaforma ha delle caratteristiche che la rendono unica, per emergere nel flusso dei contenuti che quotidianamente riempiono il web è importante rendersi riconoscibili. Per rendere riconoscibile un brand è consigliabile creare dei template originali che lo identifichino in modo trasversale. Personalizzare i contenuti e adattarli alle peculiarità di ogni piattaforma significa adottare lo stesso linguaggio del pubblico ampliando la possibilità di instaurare un dialogo.

Ecco i trend per il videomarketing 2020 riassunti nella nostra Uramaki SmarTips:

 

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5 trend per i social media nel 2020

Il 2020 sarà un anno difficile da dimenticare, un anno doloroso che farà da spartiacque anche nel digitale. Per la prima volta, infatti, il mondo sembra essersi accorto dell’effettiva utilità degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Durante il lockdown il tempo speso sul digitale ha registrato una forte impennata; i social network, in particolare, sono cresciuti del 31%, indirizzando in modo ancora più deciso quelli che erano i trend già identificati alla fine del 2019.

Quali sono, dunque, i trend per i social media nel 2020?

Video Content

I video hanno da sempre un ruolo di primo piano nelle strategie digitali, grazie alla loro capacità di penetrazione e al forte valore creativo. Sui video si basano intere piattaforme, pensiamo ad esempio a TikTok l’app che ha già superato i 2 miliardi di download. I video possono essere tradizionali oppure interattivi per rendere l’esperienza del pubblico ancora più coinvolgente. Le tendenze del momento indicano che sui social i video devono essere preferibilmente brevi, come le Storie di Instagram, così da mantenere alta l’attenzione dell’utente.
Molta attenzione deve essere data al concept che deve essere originale e intrattenere.

Identificare il social più adatto

Il panorama dei social network è ampio ma ogni social network ha un pubblico ben definito.
Per i brand è fondamentale identificare la piattaforma che meglio si presta al lancio di una campagna social. Prima di pianificare è opportuno analizzare lo scenario, puntando più alla pertinenza del target che ai numeri. Twitch, il servizio streaming di Amazon, è un punto di riferimento per gli appassionati di videogiochi. Lì è possibile trovare gamers professionisti seguiti da migliaia di followers o semplici appassionati che si limitano a fruire dei contenuti digitali caricati sulla piattaforma. Un pubblico di nicchia ma molto centrato e ricettivo rispetto ai contenuti.

Social Commerce

Durante il lockdown i siti della GDO e gli ecommerce in generale hanno registrato numeri altissimi, una vera esplosione che rappresenta una grossa opportunità per l’ulteriore sviluppo del social commerce. Le persone hanno sperimentato la sicurezza e la comodità degli acquisti online, per i prossimi mesi sarà fondamentale cavalcare l’onda per arricchire i servizi messi a disposizione dell’utente anche attraverso gli shop messi a disposizione dei social. Instagram è la piattaforma che maggiormente si presta ad attività di social commerce e i contenuti dovranno tenerne conto, con l’obbiettivo di valorizzare prodotti e servizi.

Content Mix

In questi mesi è emerso un forte desiderio di autenticità. Per questo motivo bisogna creare un mix di contenuti in grado di restituire un’immagine vera e positiva dei brand. Una buona idea potrebbe essere quella di alternare contenuti branded a contenuti UGC. Le persone hanno voglia di mettersi in gioco e di partecipare, soprattutto se questo li porterà a creare un rapporto diretto con i marchi che amano. Pensiamo ad esempio alle Challenge di TikTok e ai numeri clamorosi che ottengono in termini di engagement e brand awareness. Idee creative semplici ma efficaci possono fare la differenza.

Ecco i trend per i social media nel 2020 riassunti nella nostra Uramaki SmarTips:

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I video interattivi: come si usano e quali sono i vantaggi

I video restano tra i contenuti più apprezzati e il pubblico si aspetta di interagire con i brand soprattutto attraverso format di questo tipo. I video interattivi sono una soluzione particolarmente indicata per intrattenere e, allo stesso tempo, informare.

Cosa sono i video interattivi?

Sono video tradizionali, arricchiti da contenuti extra raggiungibili attraverso l’utilizzo di caption: icone, testi, immagini cliccabili che attivano schede personalizzate.
Grazie all’integrazione con l’HTML, all’interno dei pannelli è possibile aggiungere qualunque tipo di contenuto: schede di approfondimento, foto e video gallery, form per la registrazione. All’interno del video, in sostanza, possono essere caricati gli stessi contenuti supportati da qualunque sito web. Il risultato è la possibilità per l’utente di interagire e controllare i contenuti. Una sorta di navigazione nella navigazione che permette di approfondire l’argomento di interesse nei tempi e nelle modalità preferite.
L’esperienza diventa, dunque, particolarmente coinvolgente e immersiva.

Come utilizzare i video interattivi?

I video interattivi sono adatti ad ogni tipo di prodotto. risultano particolarmente efficaci per “informare”, promuovere servizi, diffondere materiale di approfondimento, intrattenere.
Trovano, inoltre, grande applicazione nel settore dell’E-learning. La formazione a distanza è uno strumento ormai sdoganato, utilizzato dalle aziende sia per la comunicazione interna che per quella esterna.
Particolarmente innovativo risulta, poi, l’utilizzo di questo formato nella creazione di esperienze ludiche.
La gamification combina tre aspetti fondamentali come: l’esperienza interattiva, lo storytelling, la competizione. Nell’era digitale l’apprendimento basato sul gioco rappresenta un approccio sicuramente vincente.

Quali sono i vantaggi?

I video interattivi sono vantaggiosi sia per chi li produce che per chi ne usufruisce. Il pubblico ha la possibilità di vivere un’esperienza gratificante in modo autonomo, i brand raccolgono informazioni puntuali e preziose rispetto alle effettive necessità del target di riferimento.

 

Vuoi saperne di più? Scrivi a info@uramaki per ricevere il nostro white paper sui video interattivi.

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Virtual shopping e live streaming per nuove forme di socialità

La fine del lockdown ha determinato il ritorno ad una quotidianità quasi normale. L’arrivo della bella stagione invita a passare più tempo all’aperto, tra spiagge, passeggiate ed escursioni.
Il distanziamento sociale e la prevenzione però, fanno ormai parte dei nostri comportamenti acquisiti e tali resteranno nei prossimi mesi o almeno fino a quando non saremo usciti dalla pandemia. A soffrirne di più sono le attività commerciali e tutti gli eventi legati alla partecipazione fisica del pubblico. Non a caso, virtual shopping e live streaming, si stanno rivelando come strumenti sempre più utilizzati per mantenere il contatto con il pubblico.

In quest’ottica cambieranno le modalità di fruizione degli eventi live che, soprattutto in estate, costituiscono una parte fondamentale delle strategie di comunicazione dei brand: pensiamo ad esempio ai grandi concerti, ai tour in piazze e località balneari.
La “socialità” sta vivendo una nuova dimensione e il marketing dovrà adattarsi e far leva su questa nuova condizione.

Come sempre pioniera, Coca Cola ha annunciato il lancio delle Coke Studio Session, spettacoli dal vivo in streaming fruibili attraverso #BeApp, la nuova piattaforma che trasmette concerti live coniugando le principali caratteristiche dei social a quelle del gaming online.
Tra gli artisti in calendario sono previsti: Katy Perry, DJ Khaled, Nicky Jam and Gryffin. Il programma musicale Coca Cola avrà una durata di 60 giorni e avrà anche un risvolto sociale, servirà infatti a sostenere la Croce Rossa nella battaglia al Covid 19.

Anche lo shopping in store sta attraversando una fase rivoluzionaria. Durante il lockdown c’è stata una vera e propria esplosione per l’ecommerce. L’utente ha iniziato ad affidarsi sempre di più allo shopping online. Per rendere l’esperienza ancora più realistica sono tante le realtà che si stanno organizzare con virtual companions e video interattivi.
Dunelm, importante catena d’arredamento UK ha appena lanciato il suo nuovo servizio di virtual shopping. Basta prenotare una sessione per ritrovarsi “virtualmente” all’interno di uno dei negozi Dunelm e selezionare in modo accurato i prodotti da acquistare con i preziosi suggerimenti di un assistente personale.

Dallo scenario post-Covid sta emergendo in modo sempre più urgente la necessità per i brand di adattarsi ad un contesto del tutto inedito, a volte sperimentale, ma sicuramente sfidante per i tutti i player coinvolti.

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5 trend per il Content Marketing nel 2020

I trend per il Content Marketing nel 2020 sono in continua evoluzione e ci proiettano già verso il 2021. La pandemia sta profondamente modificando il modo di comunicare dei brand ma, nel frattempo, anche le esigenze del pubblico stanno cambiando.

Le campagne corporate diventano sempre più essenziali. I brand non si limitano a veicolare dei messaggi puramente promozionali. Le strategie di comunicazione, infatti, sono sempre più purpose, alla ricerca quindi di un legame tra marca e pubblico che sia davvero emozionale. Le persone vogliono che i loro acquisti abbiano un “senso” e questo senso può essere creato a partire da una comunicazione che trasmetta i valori di un brand e il modo in cui questo si pone rispetto al mondo e alla società.

Resta sempre valida l’idea che, per essere davvero efficace, la comunicazione debba trovare il formato più adatto ma anche i canali di distribuzione che meglio possano garantire il raggiungimento del target di riferimento.

I video si confermano tra i contenuti più performanti. Secondo una recente ricerca HubSpot, oltre il 50% dei consumatori si aspetta di vedere dei video da parte dei Brand con cui interagisce.

I podcast, come previsto, emergono come uno dei trend più rilevanti del momento. Facili di ascoltare in mobilità, il loro potenziale di engagement è molto elevato grazie anche all’estrema personalizzazione dei contenuti.

Il tema della personalizzazione, non a caso, è uno dei topic da tenere in forte considerazione e che riguarda tutti gli ambiti della comunicazione digitale.
Personalizzare il messaggio significa conoscere molto bene il pubblico a cui ci si rivolge. Conoscere il proprio pubblico significa analizzarlo nel dettaglio, grazie soprattutto alla raccolta e all’analisi dei dati. La segmentazione che ne deriva è fondamentale per identificare gli obbiettivi e pianificare una strategia mirata, in grado di coinvolgere sul piano emozionale e di convertire sul piano più strettamente legato al raggiungimento degli obbiettivi di business.

Ecco i 5 trend per il Content Marketing nel 2020 riassunti nella nostra Uramaki SmarTips:

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Infografica Covid – 19: gli italiani e il web tra la Fase 1 e la Fase 2

Come previsto il passaggio tra la Fase 1 e la Fase 2 ha nuovamente cambiato le abitudini degli italiani, a partire dalla fruizione dei media.

Come abbiamo già visto nella nostra prima infografica “Gli italiani durante il lockdown per il Covid-19”, il consumo dei media, in fase di lockdown, è cresciuto in modo considerevole. Le tante ore trascorse in casa, la necessità di informazioni sempre aggiornate sull’epidemia, hanno aumentato di molti punti percentuale il tempo speso tra media tradizionali e contenuti web.

I contenuti web

A partire dal 4 maggio i contenuti web hanno subito una leggera flessione, se nel complesso le persone continuano ad informarsi di più, rispetto alla settimana del 20 – 26 aprile si registra un -12%.

I portali d’informazione restano comunque tra i più seguiti, così come i contenuti video che subiscono una flessione ancora inferiore, parliamo del -7,6%, a fronte di un incremento del 42,6% rispetto alla fase pre-Covid.

Gli influencer

Secondo i dati Sensemakers, in testa alla classifica degli Influencer troviamo The Ferragnez.
Chiara Ferragni, Fedez e il piccolo Leone sono stati i più seguiti sui social durante tutta la fase del lockdown. Se guardiamo al numero di interazioni la Ferragni può vantarne circa 80 milioni, numeri stratosferici che confermano la popolarità dell’imprenditrice digitale.

I social media

Grande attenzione per il Covid – 19 anche da parte dei brand del Fashion o del settore Lifestyle.

Molti dei contenuti pubblicati nel periodo di riferimento erano a tema, con focus sulla prevenzione o di semplice partecipazione al momento. I brand hanno, dunque, messo da parte la natura prettamente promozionale della comunicazione per lasciare spazio alla solidarietà.

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Il civic marketing e il valore di un’azienda responsabile

Le vicende degli ultimi mesi hanno dato un nuovo senso all’idea di collettività. Per la prima volta, metà della popolazione mondiale, ha vissuto in contemporanea una situazione tanto grave quanto inusuale.
3 miliardi di persone hanno unito le forze nel tentativo di arginare la diffusione del coronavirus.
Le tematiche sociali erano al centro del dibattito prima della pandemia, lo sono ancora di più oggi. Ad essere coinvolti non sono soltanto il singolo cittadino e le istituzioni, anche le aziende sono chiamate a fare la loro parte. L’impegno verso la collettività deve entrare a far parte del loro DNA; a partire dai valori aziendali, i brand devono impattare sulla società in modo concreto perché questo è quello che si aspetta il pubblico, soprattutto quello più giovane.

Civic Brands per la collettività

Il “civic marketing” comprende tutte quelle attività di comunicazione che puntano ad avere una ricaduta sulla società; alcuni brand hanno fatto del loro essere un “civic brand” la loro bandiera. Dove, ormai da anni, propone campagne mirate all’accettazione di sé contro ogni stereotipo.


Un Civic Brand fonda la propria attività su principi coerenti alle cause che si intendono sostenere. Il pubblico non apprezza scelte che sembrano dettate dal momento, frutto di strategie che puntano ad aumentare la brand awareness cavalcando l’onda più favorevole. Il percorso per affermarsi in tal senso è lungo ma non impossibile da percorrere. A volte basta una campagna di successo per entrare a far parte di quelle aziende riconosciute per il loro valore sociale.

Le caratteristiche di un brand responsabile

Per avere una ricaduta concreta sulla collettività, le aziende devono raccontare la visione del mondo che le caratterizza, devono prendere posizione rispetto a temi che possono essere considerati scottanti. Soltanto così è possibile entrare in contatto con il pubblico in modo profondo. Si tratta di umanizzare il brand, di accorciare quella distanza che sembra caratterizzare il rapporto tra aziende e pubblico.
Scoprite nella nostra SmarTips alcuni suggerimenti utili per dare nuovo valore alla vostra azienda con il civic marketing.

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Infografica Covid-19: gli italiani e le abitudini alimentari durante il lockdown

La fine del lockdown porterà ulteriori cambiamenti nelle abitudini degli italiani, sarà molto interessante scoprire nelle prossime settimane quali tra quelle acquisite durante la quarantena resteranno e quali, invece, verranno presto dimenticate. Dopo la nostra infografica che raccontava del rapporto degli italiani con i media durante il lockdown, proviamo a capire come sono cambiate le abitudini alimentari durante il lockdown.

La dieta durante il lockdown

Il dato più evidente è che gli italiani, chiusi in casa, si sono dedicati alla preparazione di piatti casalinghi, con una particolare attenzione per prodotti come pane, pizza e dolci. La caccia al lievito ormai introvabile ha riempito i social, ogni panetto recuperato si è trasformato in un trofeo da mostrare. Questo ci racconta di un Paese intenzionato a non perdere una normalità che passa anche dalla preparazione della pizza al sabato sera.

Una buona percentuale di italiani ha deciso di mangiare in modo più sano e di prendersi cura di sé in modo diverso.

Il cibo si è dimostrato anche come un rimedio alla noia, i prodotti definiti “comfort food” hanno visto crescere le loro percentuali di vendita in modo evidente. Un’altra tradizione che gli italiani non hanno voluto perdere è quella dell’aperitivo, questa volta da consumare rigorosamente in casa.

Il carrello della spesa

Le code chilometriche davanti ai supermercati ci hanno mostrato invece che, nonostante il disagio, il 92% degli italiani ha preferito fare la spesa recandosi direttamente al supermercato. Soltanto una piccola percentuale, parliamo dell’8%, ha deciso di utilizzare i servizi di spesa online, sia per la difficoltà di accedere ai servizi intasati sia per il desiderio di scegliere personalmente i prodotti da mettere nel carrello.

Un carrello che si è rivelato particolarmente ricco durante il lockdown. Gli italiani hanno fatto scorta di prodotti considerati fondamentali come farina, pasta, riso, uova e surgelati.

Un dato importante da sottolineare è che il 57% dei consumatori è rimasto fedele ai brand acquistati abitualmente. L’emergenza dunque non ha cambiato il sentiment degli italiani rispetto ai marchi più amati.

Seguiremo con attenzione la Fase 2 per capire in che modo si modificheranno le abitudini alimentari degli italiani.

 

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