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Searching for Italy, un esempio creativo di branded content

“Searching for Italy” è una docu-serie della CNN ideata da Stanley Tucci: 6 puntate per raccontare piatti e tradizioni attraverso 6 diverse regioni italiane. Il programma sta diventando un vero e proprio cult per gli appassionati di cinema e cucina: ha già conquistato un Emmy nella categoria “Outstanding Hosted Nonfiction Series”, battendo concorrenti come il nuovo programma di David Letterman e lo speciale CBS: “Oprah with Meghan and Harry”, dove Oprah sta per Oprah Winfrey, la regina della tv americana.

Stanley Tucci è un attore poliedrico, uno di quelli che lascia il segno sullo schermo anche interpretando ruoli secondari, lo ricorderete sicuramente ne “Il diavolo veste Prada” e in “Julie & Julia”. La sua passione per il cibo non è una novità: ha già pubblicato alcuni libri a tema food, durante il primo lockdown ha tenuto banco su Instagram reinventandosi come bartender. “Searching for Italy” rappresenta, dunque, una vera consacrazione.

Come nasce il successo di “Searching for Italy”?

L’ingrediente principale del successo di “Searching for Italy” è proprio lui: Stanley Tucci.

La sua presenza scenica, la sua genialità, vengono fuori in ogni fotogramma. La narrazione prende il via dalla sua esigenza di saperne di più delle sue origini italiane, di comprendere meglio la cultura di una nazione che ha costruito parte della sua identità intorno alla lavorazione del cibo e alla produzione di materie prime di altissimo livello.

Tucci non si limita ad assaggiare i diversi piatti regionali: lui si immerge nella realtà che lo circonda. In che modo? La camera lo segue mentre attraverso i vicoli di Napoli, poi a pranzo con una principessa siciliana, oppure intento a chiacchierare con produttori di cibo locale e artigiani. Dalla sua curiosità emergono aspetti storici e culturali che abitualmente restano fuori da un programma dedicato al food ma che, in questo caso, diventano fondamentali per ricostruire un quadro destinato soprattutto al mercato americano, ma che può essere illuminante anche per chi in Italia vive da sempre.

Searching for Italy: la campagna di lancio

La campagna di lancio è stata costruita a partire dagli elementi principali del programma, quelli che lo identificano e che costruiscono il sapore: il cibo, Stanley Tucci, l’Italia.

Ideata dall’agenzia newyorkese Loyal Kaspar, la campagna mescola ed enfatizza i tre ingredienti nei diversi output realizzati, il tutto a partire da una immagine coordinata che fa leva sui colori dei prodotti più facilmente identificabili dallo spettatore, come il giallo del parmigiano.

Se i promo entrano del dettaglio delle specialità gastronomiche italiane, lo spot rappresenta i diversi scenari regionali. Un viaggio attraverso la tradizione, con table top curati in ogni dettaglio, la cui preparazione è stata affidata alla food stylist Maggie Ruggiero.

“Searching for Italy” può essere considerato un ottimo esempio di branded content, perché coniuga in modo perfetto i prodotti con il contesto di riferimento. Il Food diventa, dunque, un pretesto per veicolare un messaggio più elevato: un mix di cultura e valori che conquista lo spettatore, tenendolo incollato allo schermo.

La seconda stagione di “Searching for Italy” è già in produzione, next stop: Umbria.

Vuoi sviluppare un progetto di branded content per la tua azienda?
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Photo by Jakub Kapusnak on Unsplash

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Le campagne CSR come strumento di marketing

La pandemia da Covid – 19 ha accelerato un processo in atto già da tempo, oggi più che mai le persone avvertono la necessità di vivere in un mondo più equo e sostenibile. Una necessità che si traduce in scelte d’acquisto etiche che tendono a premiare le aziende più virtuose. Per questo motivo, la Corporate Social Responsability è diventata negli ultimi anni una priorità per le aziende di ogni settore, così come prioritaria è diventata la necessità di raccontare questo impegno attraverso vere e proprie campagne CSR.

Cos’è la Corporate Social Responsability?

La CSR comprende pratiche e comportamenti adottate da un’impresa con l’obiettivo di apportare benefici all’impresa stessa ma anche al contesto in cui questa opera. Le persone e il territorio vengono dunque messe al centro di politiche aziendali che sappiano conciliare obiettivi economici e sociali.

La Corporate Social Responsability viene realizzata attraverso azioni concrete che impattano sia sugli stakeholder che sulla comunità di riferimento.
Ma i vantaggi sono anche per le imprese: chi sceglie di adottare una politica di sostenibilità migliora il clima aziendale creando i presupposti per una collaborazione di qualità più elevata tra i dipendenti, con un conseguente miglioramento della produttività.

Allo stesso tempo si fortifica il legame con il territorio che diventa lo scenario per iniziative che possono avere ricadute importanti sia dal punto di vista sociale che economico.

Come comunicare la CSR: il caso Pirelli

La CSR può dire molto di un’azienda: ne racconta i valori, l’impegno, la volontà di mettersi in gioco e al servizio della comunità. Una campagna CSR deve avere una duplice valenza, perché generalmente viene intesa come uno strumento di comunicazione interna, in realtà attraverso una strategia multicanale può essere veicolata anche all’esterno.

Qualunque informazione oggi può essere trovata con un clic, anticipare la curiosità dei potenziali clienti con una strategia di comunicazione integrata può fare la differenza.
Una campagna di marketing CSR può vivere attraverso le produzioni video, i podcast, i social media, le campagne adv.

Può diventare un vero e proprio progetto editoriale, come succede in casa Pirelli. Da anni, infatti, Pirelli è impegnata nella produzione annuale di report di sostenibilità curati in ogni dettaglio, arricchiti dal tocco artistico di illustratori e fotografi e accompagnati dalle riflessioni di importanti esponenti della cultura contemporanea.

Ma non soltanto, nel 2019 ha lanciato “Natural Rubber”, una piattaforma online dedicata al mondo della gomma naturale. Un progetto multisensoriale che nasce dal reportage fotografico realizzato da Alessandro Scotti tra l’Indonesia e la Thailandia. 7 sezioni per vedere i volti e ascoltare le voci di chi vive e lavora lì dove nasce la gomma.

In conclusione, la CSR rappresenta per le aziende la possibilità di partecipare attivamente e in modo concreto alla vita della comunità; allo stesso tempo, grazie alla pianificazione di campagne di marketing mirate, racconta ad un pubblico più vasto obiettivi e valori perseguiti, posizionando il brand e aumentandone la reputation.

La tua azienda ha bisogno di realizzare una campagna CSR? Scrivi a info@uramaki.tv

 

 

Photo by Zbynek Burival on Unsplash

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Food Policy 2030 | Il progetto crossmediale dedicato al sistema alimentare di Milano

Vi presentiamo un progetto crossmediale a cui abbiamo lavorato con particolare entusiasmo, sia perché la complessità del progetto in sé rappresentava una vera sfida per il nostro team, sia perché avevamo il compito di comunicare in modo coinvolgente un tema socialmente rilevante e che riguarda tutti. Stiamo parlando di “𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐜𝐲 𝟐𝟎𝟑𝟎. 𝐔𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐚𝐧𝐨, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐨”, la mostra/installazione realizzata per la Food Policy del Comune di Milano.

Cos’è la Food Policy?

Food Policy nasce nel 2015, il suo obiettivo è migliorare la sostenibilità del sistema alimentare della città attraverso una serie di azioni intraprese e portate avanti con il contributo di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti nel sistema. Promossa dal Comune di Milano e da Fondazione Cariplo, la politica alimentare attuata tramite la Food Policy, ha raggiunto in 5 anni risultati molto significativi, risultati che hanno apportato concreti miglioramenti al sistema alimentare di Milano.

Per celebrare il 5° anniversario della Food Policy, il Comune di Milano ha coinvolto Uramaki | Digital Content nell’ideazione e nella realizzazione di un progetto crossmediale, fulcro del progetto è stata la mostra allestita alla Centrale dell’Acqua: aperta al pubblico per tutta l’estate, è destinata a diventare, nel prossimo futuro, un’installazione itinerante.

 

Il progetto “Food Policy 2030”

Per Food Policy 2030 abbiamo ideato il concept della mostra, allestito l’installazione, creato il minisito ospitato sul sito ufficiale della Food Policy e curato i contenuti social.

Per la costruzione della “visual identity” abbiamo lavorato su ogni singolo dettaglio individuando le forme e i colori più adatti al racconto dei 5 anni della Food Policy. Abbiamo lavorato alla stesura dei testi dei pannelli che costituiscono il cuore pulsante della mostra, abbiamo realizzato dei video teaser da utilizzare sia alla Centrale dell’Acqua che sui canali social della Food Policy. Infine, abbiamo intervistato diversi Food Ambassador per illustrare ancora più nel dettaglio il valore concreto delle iniziative legate alle Food Policy.

Per la realizzazione dei contenuti social abbiamo scelto di seguire una strategia semplice, immediata, funzionale. Volevamo trasmettere l’identità della mostra e coinvolgere i cittadini. Abbiamo quindi previsto contenuti personalizzati e informazioni pratiche su come visitare la mostra e partecipare agli eventi online seguendo, per coerenza, le linee guida della visual identity.

Il concept della mostra

Siamo parte di un sistema complesso, un insieme di colori e geometrie, siamo tessere di un mosaico ancora in costruzione. In questi anni Food Policy ha gettato le fondamenta per costruire, attraverso politiche legate al sistema alimentare, quella che sarà la Milano del futuro: più equa, più pulita, più sostenibile.
Guidata dalle Priorità, e grazie alle Azioni messe in atto, Food Policy ha aggiunto al mosaico dei tasselli importanti. Adesso che la strada è tracciata non resta che andare avanti, coinvolgendo la cittadinanza attraverso il racconto di ciò che è stato fatto fino a questo momento e aprendo lo sguardo sul futuro.

Partendo da questo presupposto abbiamo pensato ad un’installazione che fosse un percorso guidato attraverso le Priorità, le Azioni, il contesto trasversale in cui la Food Policy agisce. Ogni blocco è stato concepito come modulabile, composto da pannelli posizionati all’interno della struttura per creare una costante alternanza tra spazi pieni e spazi vuoti. Ogni pannello rappresenta una tesserina del mosaico in costruzione.

Determinante per la realizzazione dell’installazione, così come l’avevamo immaginata, è stata la partnership con Supercake. Avevamo bisogno di una struttura leggera, personalizzabile, sostenibile e allo stesso tempo solida e resistente: iPot si è confermata la soluzione più adatta

Il sito della mostra

Per permettere ai visitatori online di vivere un’esperienza simile a quella di chi ha visitato fisicamente la mostra, abbiamo costruito un sito web che consentisse all’utente di muoversi liberamente attraverso i focus tematici che costituiscono il percorso attraverso gli anni della Food Policy.

Per creare una maggiore sinergia tra spazio fisico e spazio virtuale alcuni dei pannelli dell’installazione sono stati dotati di un QR Code, tramite cui accedere a contenuti multimediali di approfondimento come video, foto e mappe navigabili.

Per maggiori info sulla Food Policy vi invitiamo a visitare il sito ufficiale.

Se avete la necessità di realizzare un progetto crossmediale scrivete a info@uramaki.tv

La neuroscienza applicata alla finanza: la neurofinanza

La definizione classica di neuroscienze racchiude al suo interno un complesso sistema interdisciplinare che spazia dalla matematica alle nanotecnologie, dall’informatica alla psicologia. Questo perché l’oggetto di studio delle neuroscienze è altrettanto complesso e potenzialmente ancora tutto da scoprire, stiamo parlando infatti del sistema nervoso. La Neuroscienza applicata alla finanza, in particolare, studia il processo decisionale in ambito finanziario.

Neuroscienze e neuromarketing

Le neuroscienze hanno diversi campi di applicazione, uno di questi è il marketing. Conoscere i processi decisionali che guidano i consumatori, le motivazioni che indirizzano verso una scelta d’acquisto piuttosto che un’altra, è fondamentale per trovare i giusti canali di comunicazione ed entrare in sintonia con il pubblico che si intende raggiungere.

Il neuromarketing, in sostanza, studia le reazioni sensomotorie, cognitive e affettive dei consumatori agli stimoli provenienti dalla comunicazione di tipo pubblicitario e offre alle aziende degli importanti strumenti per l’implementazione di campagne di marketing mirate e un approccio al cliente ancora più efficace.

Neurofinanza

La neuroscienza applicata alla finanza: la neurofinanza

Un ulteriore campo di ricerca, uno dei più recenti, è quello della neuroscienza applicata alla finanza. La neurofinanza studia i processi cognitivi a partire dalla modalità di acquisizione ed elaborazione delle informazioni durante il processo decisionale in ambito finanziario. Attraverso esperimenti e analisi dei dati è possibile identificare le aree cerebrali che si attivano durante tali processi.

Le decisioni finanziarie sono decisioni che richiedono apparente razionalità ma spesso sono guidate da un’emotività non sempre percepita. Ad esempio, un gruppo di ricercatori ha determinato che gli uomini e le donne, nel decidere gli investimenti finanziari, utilizzano parti del cervello diverse: i primi sono più propensi ad operare con le azioni alternando la vendita all’acquisto, le seconde preferiscono soprattutto comprare e tendono a conservare una certa liquidità.

Altro elemento che diversifica le scelte nel processo di investimento è rappresentato dall’età dell’investitore. Pare infatti che le persone mature prendano decisioni più safe mentre la propensione al rischio cresce nei più giovani.

Di particolare importanza risulta il legame tra emozioni e processo decisionale in ambito finanziario. L’investitore che si trova ad operare con uno stato d’animo positivo è più propenso ad assumersi dei rischi e sceglie gli investimenti con maggiore senso di sicurezza. Al contrario, uno stato d’animo negativo riduce la propensione al rischio e rende l’investitore meno sicuro della scelta che si appresta a fare.

Gestori e consulenti finanziari sono dunque chiamati a tener conto di tutti questi fattori inesplorati, che vengono alla luce grazie agli studi portati avanti nel campo nelle neuroscienze e del neuromarketing. Avere una maggiore consapevolezza dei processi decisionali aiuta a gestire il carico emotivo dell’investitore e, allo stesso tempo, permette di individuare il canale di comunicazione più adatto.

Attraverso i canali individuati dovranno poi essere veicolati i contenuti più efficaci, questi possono non essere legati al prodotto offerto o ad un servizio specifico ma orientati alla creazione di un rapporto empatico costruito sulla fiducia e su valori condivisi.

La tua azienda ha bisogno di sviluppare una content strategy nel settore finanziario? Contattaci ad info@uramaki.tv

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“Welcome Creators” vince agli Effie Awards 2020

La campagna “Welcome Creators”, firmata da ACNE Milan & Rome per Idroscalo Milano, vince il bronzo all’Effie Awards 2020 nella categoria Piccoli Budget. Uramaki | Digital Content è la casa di produzione che ha affiancato ACNE nella realizzazione di tutti i contenuti video della campagna online realizzata nel 2019 per il Gruppo Cap, con l’obbiettivo di rilanciare l’Idroscalo di Milano.

L’Effie Awards nasce negli USA 50 anni fa, ed è oggi presente in 46 paesi del mondo. L’obbiettivo del premio è “awarding ideas that work”, e per valutare se un’idea ha davvero funzionato, la giuria esprime il suo giudizio a partire da parametri utili alla valutazione di performance e risultati. Presente in Italia dal 2018, è promosso da Assocom e UPA. Giunto alla sua seconda edizione, il premio vede tra i suoi candidati alcune tra le realtà creative più importanti del panorama italiano.

“Welcome Creators” ha trasformato l’Idroscalo nello scenario ideale per le performance dei Creators coinvolti nella campagna di Social Activation. L’Idroscalo è davvero uno spazio aperto alle idee di tutti, lo confermano i risultati della campagna che hanno fatto registrare:

• +78% organic reach
• +113% di social check-in all’interno del parco
• +10% di accesso

La produzione di Uramaki | Digital Content ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per raccontare una realtà eclettica come quella dell’Idroscalo, con l’obbiettivo di valorizzare l’incontro tra natura e sport.
Per conoscere i dettagli clicca qui

[GRUPPO CAP] Welcome Creators – Media Case from Uramaki | Digital Content on Vimeo.

CREDITS
Agenzia: ACNE Milan & Rome
Partner: Gianluca Loparco, Alessandro Gaudio
Executive Creative Director: Emanuele Viora, Andrea Jaccarino
Director: Sons of a Brief
Senior Account: Marina Miggiano
Creative Art Director: Gabriele Todisco
Creative Copywriter: Giulia Falcone, Giovanna Miduri
Social Media Manager: Fabrizio Stoppa
Videomaker: Stefano Scagliarini
Casa di produzione: Uramaki | Digital Content
Produzione: Stefano Bolognini, Daniela Boniardi, Cesare Ferraro
Direzione della fotografia: Alessandro Best
Post-produzione video/audio: Valentina Mantica, Daniele Curci
Drone: Davide Trotta
1AC: Paolo Fedele
Attrezzista: Ermes Buttarelli
Makeup: Chiara Radice

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La tecnologia applicata ai processi di recruitment

La ricerca, la selezione e la valutazione dei migliori candidati sono fasi fondamentali negli accurati processi di recruitment che puntano a identificare specifiche competenze nel profilo ricercato.
Grazie alla trasformazione digitale e alla tecnologia la selezione del personale, oggi, ha la possibilità di svolgersi con la stessa accuratezza di sempre ma con modalità rivoluzionarie che ottimizzano il processo e consentono un raggio di azione più ampio riducendo i tempi.

Negli ultimi anni piattaforme come Linkedin sono state ampiamente utilizzate per la ricerca del personale, si tratta però di uno strumento non proprietario, su cui la possibilità di controllo e di personalizzazione resta comunque poco adeguato, soprattutto nella ricerca di figure manageriali.

La figura del consulente resta dunque centrale nei processi di recruitment, per continuare ad esserlo è necessario restare al passo con i tempi, seguendo le aziende nel loro processo di trasformazione digitale e monitorando i cambiamenti sociali e comportamentali entro cui si muovono i potenziali candidati.

Non basta dunque guardare alle competenze tecniche per trovare la persona più adatta a ricoprire un ruolo in una determinata azienda, oggi più che mai è importante rintracciare “persone” che rispecchino i valori aziendali.

Le prime fasi della selezione consistono generalmente in batterie di test e interviste in grado di valutare skills, profili psicometrici e “sintonia” con l’azienda.

Quali sono gli strumenti digitali più utili per il recruitment?

Videointerviste

La recente pandemia ha messo in evidenza che non sempre è necessario essere presenti fisicamente per incontrare qualcuno. Le videointerviste rappresentano una soluzione ottimale per “incontrare” il candidato che si trova a centinaia di chilometri di distanza. Le interviste possono essere live ma anche preregistrate. Diverse piattaforme dedicate al e-recruitment mettono a disposizione app e software tramite cui ricevere le domande oggetto dell’intervista a cui il candidato potrà rispondere in modo autonomo.

Gamification

Test rapidi e coinvolgenti da somministrare ai candidati anche via smartphone. Costruiti come veri e proprio game di abilità permettono di valutare i candidati tenendo traccia dei risultati ottenuti in modo immediato.

AI

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale semplifica il processo di recruiting, a partire dalla selezione dei CV.
Con l’uso dell’intelligenza artificiale è possibile muoversi tra i diversi profili dei candidati per keyword o in base ad analisi semantiche. In questo modo trovare il giusto match sarà ancora più immediato.

La tecnologia applicata ai processi di recruitment rappresenta, dunque, una risorsa fondamentale per venire incontro alle esigenze delle aziende e creare esperienze positive per i candidati.

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TikTok per i Brand: 5 tips per sfruttarlo al meglio

Negli ultimi mesi TikTok si è affermata come la piattaforma dedicata ai video brevi di maggior successo. Durante il lockdown ha raggiunto in Italia i 7 milioni di utenti unici. Dopo aver conquistato la Generazione Z e i Millennial, il social network nato in Cina, inizia ad incontrare il favore del pubblico che appartiene a fasce di età più alte.

Cosa può fare TikTok per i brand?

Recentemente TikTok ha lanciato TikTok for Business, una piattaforma che si pone l’obbiettivo di guidare i brand nella creazione di contenuti performanti da veicolare anche attraverso campagna ADV dedicate. Diversi i formati pubblicitari disponibili, nulla di nuovo dunque rispetto a piattaforme come Facebook. TikTok consente di creare campagne personalizzate con obbiettivi di business precisi, la differenza sostanziale è però nell’approccio che la piattaforma suggerisce a chi voglia investire in advertising.
Sull’HP della piattaforma, infatti, campeggia il claim “Dont’ make ads. Make Tiktoks”, un vero e proprio manifesto a cui ispirarsi nella creazione delle campagne, un chiaro invito ad uscite dalle consuete dinamiche e sperimentare un approccio del tutto nuovo che metta al centro di tutto la creatività.

I brand si umanizzano

Per entrare davvero nel mondo dei Tiktokers bisogna parlare il loro linguaggio. I video caricati sulla piattaforma sono puro intrattenimento, la creatività è il punto di forza per la creazione di contenuti di successo.
Attraverso i canali ufficiali i brand possono raccontare la loro visione del mondo. Molto spesso, attraverso TikTok, viene raccontato il “dietro le quinte”: gli sportivi condividono allenamenti e preparazione, i brand della moda raccontano gli shooting o il backstage delle sfilate. Nulla è lasciato al caso, l’obbiettivo è quello di “umanizzare” il brand, portarlo tra le persone raccontandone gli aspetti più inediti.

Le Challenge su TikTok

Una delle peculiarità di TikTok è la co-creazione. Gli utenti non vogliono semplicemente osservare, vogliono partecipare ed essere presenti sulla piattaforma con le loro creazioni. Non a caso le “challenge”, sfide a base di coreografie, lip-sync e prove di abilità ai limiti del possibile, hanno un altissimo tasso di engagement e spesso costituiscono il cuore di alcune campagne adv. Anche i brand possono lanciare delle challenge coinvolgenti, possono farlo a partire da un prodotto specifico oppure facendo leva semplicemente sulla creatività per aumentare la brand awareness.

Gli influencer su TikTok

Gli influencer giocano un ruolo di primo piano anche su TikTok. È proprio su questa piattaforma che possono mostrare il loro lato più divertente e, esattamente come i brand, quello più umano. Li vediamo impegnati in coreografie più o meno riuscite, sperimentare con i filtri più divertenti. Mixano la loro spontanea partecipazione alla vita della piattaforma con contenuti sponsorizzati, TikTok si presta benissimo al lancio di nuovi prodotti attraverso video dimostrativi che ne illustrano le caratteristiche.
Probabilmente TikTok non ha ancora smesso di stupirci, nel frattempo ecco alcuni tips utili per i brand:

 

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5 trend per il videomarketing nel 2020

Per pianificare una buona strategia digitale è fondamentale conoscere a fondo lo scenario di riferimento e stabilire quali contenuti possano contribuire in maniera più efficace al raggiungimento degli obbiettivi di comunicazione e di business.

Il videomarketing costituisce da sempre uno strumento importante per aumentare la brand awareness e produrre contenuti di valore, in grado di coniugare creatività e capacità di engagement.

Il 2020 conferma il valore dei contenuti video che continuano a rinnovarsi nei loro campi di applicazione, offrendo format personalizzabili in linea con le necessità dei brand e le aspettative del pubblico.

Live streaming

Il 2020 è stato l’anno del social distancing. La possibilità di “incontrarsi” in live streaming ha accorciato le distanze, consentendo di trasporre tutte le attività che abitualmente necessitano di una presenza fisica in ambienti digitali più o meno complessi. In fase emergenziale si sono rivelate molto utili piattaforme come Zoom; adesso, il moltiplicarsi di iniziative digitali online, una fra tutte la Milano Digital Fashion Week, impone l’utilizzo di strumenti per il live streaming di tipo professionale, capaci di creare eventi unici grazie all’utilizzo di vere e proprie cabine di regia.

Più immagini, meno parole

I video vengono molto spesso fruiti in mobilità, sono contenuti brevi che, per essere efficaci, devono colpire l’attenzione dell’utente in modo immediato. Per questo motivo è importante entrare immediatamente nell’immaginario del pubblico attraverso l’utilizzo di immagini curate, ricche di dettagli. Per ottenere questo effetto non sempre è necessario utilizzare un voice over, l’ideale è riuscire a raccontare per immagini, creare delle storie che possano funzionare anche senza una traccia audio che “spieghi” ciò che stiamo vedendo. I contenuti video possono e devono far riferimento al principio narrativo del “show don’t tell”.

Empatia e Autenticità

Il pubblico ha bisogno di autenticità, vuole ritrovarsi nelle storie e creare un collegamento vero con i brand che ama di più. Condividere i valori aziendali con il proprio pubblico, grazie all’utilizzo di immagini dalla qualità cinematografica, aumenta la possibilità di entrare in connessione con le persone.

Più video branding

Ogni piattaforma ha delle caratteristiche che la rendono unica, per emergere nel flusso dei contenuti che quotidianamente riempiono il web è importante rendersi riconoscibili. Per rendere riconoscibile un brand è consigliabile creare dei template originali che lo identifichino in modo trasversale. Personalizzare i contenuti e adattarli alle peculiarità di ogni piattaforma significa adottare lo stesso linguaggio del pubblico ampliando la possibilità di instaurare un dialogo.

Ecco i trend per il videomarketing 2020 riassunti nella nostra Uramaki SmarTips:

 

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5 trend per i social media nel 2020

Il 2020 sarà un anno difficile da dimenticare, un anno doloroso che farà da spartiacque anche nel digitale. Per la prima volta, infatti, il mondo sembra essersi accorto dell’effettiva utilità degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Durante il lockdown il tempo speso sul digitale ha registrato una forte impennata; i social network, in particolare, sono cresciuti del 31%, indirizzando in modo ancora più deciso quelli che erano i trend già identificati alla fine del 2019.

Quali sono, dunque, i trend per i social media nel 2020?

Video Content

I video hanno da sempre un ruolo di primo piano nelle strategie digitali, grazie alla loro capacità di penetrazione e al forte valore creativo. Sui video si basano intere piattaforme, pensiamo ad esempio a TikTok l’app che ha già superato i 2 miliardi di download. I video possono essere tradizionali oppure interattivi per rendere l’esperienza del pubblico ancora più coinvolgente. Le tendenze del momento indicano che sui social i video devono essere preferibilmente brevi, come le Storie di Instagram, così da mantenere alta l’attenzione dell’utente.
Molta attenzione deve essere data al concept che deve essere originale e intrattenere.

Identificare il social più adatto

Il panorama dei social network è ampio ma ogni social network ha un pubblico ben definito.
Per i brand è fondamentale identificare la piattaforma che meglio si presta al lancio di una campagna social. Prima di pianificare è opportuno analizzare lo scenario, puntando più alla pertinenza del target che ai numeri. Twitch, il servizio streaming di Amazon, è un punto di riferimento per gli appassionati di videogiochi. Lì è possibile trovare gamers professionisti seguiti da migliaia di followers o semplici appassionati che si limitano a fruire dei contenuti digitali caricati sulla piattaforma. Un pubblico di nicchia ma molto centrato e ricettivo rispetto ai contenuti.

Social Commerce

Durante il lockdown i siti della GDO e gli ecommerce in generale hanno registrato numeri altissimi, una vera esplosione che rappresenta una grossa opportunità per l’ulteriore sviluppo del social commerce. Le persone hanno sperimentato la sicurezza e la comodità degli acquisti online, per i prossimi mesi sarà fondamentale cavalcare l’onda per arricchire i servizi messi a disposizione dell’utente anche attraverso gli shop messi a disposizione dei social. Instagram è la piattaforma che maggiormente si presta ad attività di social commerce e i contenuti dovranno tenerne conto, con l’obbiettivo di valorizzare prodotti e servizi.

Content Mix

In questi mesi è emerso un forte desiderio di autenticità. Per questo motivo bisogna creare un mix di contenuti in grado di restituire un’immagine vera e positiva dei brand. Una buona idea potrebbe essere quella di alternare contenuti branded a contenuti UGC. Le persone hanno voglia di mettersi in gioco e di partecipare, soprattutto se questo li porterà a creare un rapporto diretto con i marchi che amano. Pensiamo ad esempio alle Challenge di TikTok e ai numeri clamorosi che ottengono in termini di engagement e brand awareness. Idee creative semplici ma efficaci possono fare la differenza.

Ecco i trend per i social media nel 2020 riassunti nella nostra Uramaki SmarTips:

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I video interattivi: come si usano e quali sono i vantaggi

I video restano tra i contenuti più apprezzati e il pubblico si aspetta di interagire con i brand soprattutto attraverso format di questo tipo. I video interattivi sono una soluzione particolarmente indicata per intrattenere e, allo stesso tempo, informare.

Cosa sono i video interattivi?

Sono video tradizionali, arricchiti da contenuti extra raggiungibili attraverso l’utilizzo di caption: icone, testi, immagini cliccabili che attivano schede personalizzate.
Grazie all’integrazione con l’HTML, all’interno dei pannelli è possibile aggiungere qualunque tipo di contenuto: schede di approfondimento, foto e video gallery, form per la registrazione. All’interno del video, in sostanza, possono essere caricati gli stessi contenuti supportati da qualunque sito web. Il risultato è la possibilità per l’utente di interagire e controllare i contenuti. Una sorta di navigazione nella navigazione che permette di approfondire l’argomento di interesse nei tempi e nelle modalità preferite.
L’esperienza diventa, dunque, particolarmente coinvolgente e immersiva.

Come utilizzare i video interattivi?

I video interattivi sono adatti ad ogni tipo di prodotto. risultano particolarmente efficaci per “informare”, promuovere servizi, diffondere materiale di approfondimento, intrattenere.
Trovano, inoltre, grande applicazione nel settore dell’E-learning. La formazione a distanza è uno strumento ormai sdoganato, utilizzato dalle aziende sia per la comunicazione interna che per quella esterna.
Particolarmente innovativo risulta, poi, l’utilizzo di questo formato nella creazione di esperienze ludiche.
La gamification combina tre aspetti fondamentali come: l’esperienza interattiva, lo storytelling, la competizione. Nell’era digitale l’apprendimento basato sul gioco rappresenta un approccio sicuramente vincente.

Quali sono i vantaggi?

I video interattivi sono vantaggiosi sia per chi li produce che per chi ne usufruisce. Il pubblico ha la possibilità di vivere un’esperienza gratificante in modo autonomo, i brand raccolgono informazioni puntuali e preziose rispetto alle effettive necessità del target di riferimento.

 

Vuoi saperne di più? Scrivi a info@uramaki per ricevere il nostro white paper sui video interattivi.

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