The Good Report e la pubblicità responsabile

La capacità di penetrazione delle campagne pubblicitarie può rappresentare un boost importante nella diffusione di messaggi positivi. Lavorando su un doppio binario, brand e agenzie creative, possono puntare a obiettivi di marketing puro e impegnarsi nello sviluppo di campagne dal forte impatto sociale.

The Good Report

The Good Report è la classifica che celebra e premia le migliori realtà, tra campagne e agenzie, che promuovono il “bello”, inteso come messaggi e valori socialmente importanti.

Realizzato in collaborazione con WARC, punto di riferimento internazionale per la creatività pubblicitaria, The Good Report nasce proprio dal principio che la pubblicità possa ricoprire un ruolo molto importante nell’educare e nel sensibilizzare rispetto ad alcune tematiche universali. Grazie alla sua diffusione capillare la pubblicità raggiunge un pubblico molto ampio; il suo linguaggio è sempre in evoluzione perché per essere efficace deve cambiare velocemente e restare al passo con i tempi.

Sfruttare tutte queste caratteristiche per veicolare idee di valore rende alcune campagne particolarmente meritevoli anche dal punto di vista sociale, un merito che The Good Report intende rendere concreto attraverso la sua classifica ufficiale.

Nel 2022 sono state prese in considerazione oltre 1000 campagne sociali e ambientali, realizzate da brand, organizzazioni no profit e istituzioni pubbliche. Un gruppo quindi molto variegato che dimostra che la validità di alcuni temi non conosce confini. Qualunque settore può essere adatto alla realizzazione di campagne pubblicitarie “responsabili”, se è vero che la finalità ultima resta quella più legata al marketing questo non esclude che si possano veicolare dei messaggi con finalità diverse ma altrettanto importanti.

Le campagne

In cima alla classifica 2022 di The Good Report troviamo la campagna “Reverse Selfie” di Dove. Il brand che è stato tra i primi a parlare di accettazione, di bellezza naturale, torna a parlare ad un target più giovane quello che si riflette continuamente sui social. Un gioco di specchi che passa attraverso l’utilizzo di filtri e di immagini costruite nel dettaglio che spesso alterano la percezione degli altri ma soprattutto di sé stessi. Dove si schiera apertamente contro la digital distorsion:

Premiata anche la campagna “Hide and Seek” di Save The Children Norvegia. Una campagna a tutela dei più piccoli che spesso vivono in contesti familiari violenti. “Hide-and-seek is not always a game.” è il suggestivo claim della campagna.

In conclusione, ogni marchio si riconosce in alcuni valori più o meno universali e condivisi. L’impegno nel sostenerli può passare anche attraverso il linguaggio pubblicitario mettendo la creatività al servizio della comunità.

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Photo Credit: Womanizer Toys su Unsplash