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Coronavirus: eSport e tecnologia per lo sport che non vuole fermarsi

Gli eSport costituivano già una realtà in forte espansione, lo stop forzato a qualunque attività sportiva sta aprendo ancora nuovi scenari. Il Coronavirus spinge un settore che può finalmente mostrare per intero le potenzialità economiche e di engagement che sono peculiari della tecnologia abbinata allo sport.

Tecnologia applicata allo sport

Da una ricerca Capgemini emerge che tecnologie come RA e VR vengono utilizzate da tifosi e sportivi in modo sempre più evidente, questa tendenza è diffusa soprattutto nei Paesi Asiatici.

L’utilizzo di questi strumenti crea engagement e aumenta il valore dei Brand coinvolti. Rendere più coinvolgente l’esperienza sportiva del tifoso accresce anche la partecipazione fisica agli eventi. Molte delle app scaricate sono utilizzate sia dentro che fuori gli impianti sportivi.

Se guardiamo alla Top 10 dedicata alle esperienze tech più diffuse all’interno degli stadi troviamo:

  •         Aggiornamenti in tempo reale
  •         Accesso alle reti Wi-fi per pubblicare più velocemente sui social
  •         Food Delivery che viene consegnato direttamente al proprio posto
  •         Wearable device per evitare code ed accedere facilmente alle diverse aree degli impianti.

 

Cosa succede all’esterno dello stadio?

Altrettanto importanti sono le esperienze che si svolgono al di fuori dello stadio.

Tra le più diffuse troviamo:

  •          Streaming degli incontri accompagnati da device VR che simulano l’esperienza live.
  •          La possibilità di scegliere angolazioni diverse per le inquadrature delle gare, per un’esperienza totalmente immersiva.

In generale l’eSport rappresenta una fetta sempre più importante dell’esperienza sportiva. Cresce così il numero dei professionisti impegnati ma anche quello degli “amatori”, garantendo una maggiore diffusione anche degli sport tradizionali.

Infatti, il 56% delle persone che utilizza la tecnologia applicata allo sport decide di avere un’esperienza “reale” con lo sport che ha provato soltanto virtualmente. Per questo motivo si registra un incremento anche nei match disputati dal vivo.

Un’esperienza positiva con gli strumenti tecnologici crea inoltre valore per i brand: cresce il consumo dei prodotti brandizzati così come aumenta il tempo speso su gadget e devices tecnologici.
Allo stesso modo aumenta il consumo di cibi e bevande allo stadio. Crescono soprattutto le sottoscrizioni ai servizi di streaming online che trasmettono gli incontri.

eSport come risorsa per affrontare il Covid-19

L’epidemia dovuta alla diffusione del Coronavirus ha di fatto fermato le attività sportive di tutto il mondo. Le più importanti manifestazioni sportive previste per il 2020, a partire dalle Olimpiadi, sono state spostate al 2021 e resta in sospeso il destino dei tornei di calcio, così come del campionato di MotoGp.
In tal senso è molto significativa la reazione immediata della Formula 1 che, per non deludere le aspettative dei tifosi, ha da subito deciso di sostituire le gare live con Gran Prix esport trasmessi in diretta sul canale Youtube ufficiale della F1 o via cavo.

E in Italia?

Abbiamo chiesto a Matteo Mantica, co-founder di ONElabMilano, agenzia specializzata nello sport business, di raccontarci lo scenario attuale, forzatamente influenzato dal lockdown, e di azzardare alcune previsioni per il futuro.

Come sta affrontando il mondo dello sport questa emergenza inaspettata?
In questo periodo di quarantena in cui ci siamo ritrovati coinvolti nostro malgrado tutti quanti, ogni singola realtà ha dovuto provare a riprogrammare, ripensare, reinventare le proprie attività con l’idea di non rimanere fermi e di farsi trovare pronta al momento in cui tutto tornerà alla “normalità”.
Le nostre realtà, ONElabMilano di cui sono uno dei fondatori e Scuola Basket Sound ASD di cui sono consulente si occupano, tra le altre cose, di organizzare eventi sportivi. Il fiore all’occhiello è certamente rappresentato da adidas Playground Milano League: è un progetto che parte dal basket 3×3 sui playground pubblici della città di Milano e si chiude con grande evento finale sulla Darsena, unendo diversi altri contenuti come la Street Art. Un progetto nel progetto che affronta temi legati alla sostenibilità ambientale e attiva un programma di responsabilità sociale verso il nostro territorio.
In questo momento il progetto è in stand by, stiamo valutando nuove date diverse rispetto a quelle già programmate ma non potevamo stare fermi. Così abbiamo deciso, tra le altre cose, di lanciarci nel mondo degli esports, che fino ad oggi avevamo sempre tenuto in un cassetto, consapevoli però del fatto che, prima o poi, sarebbe però diventato un tema da affrontare in maniera più concreta.

Siamo partiti l’8 aprile, in collaborazione con Top Players ASD, con un primo torneo online di NBA2K20 su PS4, Playground Home League, nell’ambito della campagna La Vera Sfida parte da Casa (che modifica il nostro pay off originale La Vera Sfida parte dalla Strada) che già da qualche settimana portiamo avanti e che ci ha visto coinvolgere in una prima fase le società sportive amiche di Playground Milano League e in una seconda fase la nostra community.

Quello che vogliamo fare è provare a reinventare il nostro evento nel mondo degli esports, esattamente come altre realtà globali hanno iniziato a fare. Basti pensare a quanto messo in piedi direttamente la NBA, la lega di basket più famosa del mondo, che ha lanciato un torneo di NBA2k20 al quale sono stati chiamati a partecipare 16 campioni, in rappresentanza delle proprie rispettiva squadre, il tutto live in televisione (!) su ESPN oltre ovviamente sul sito della lega, nba.com e su diverse altre piattaforme.
Uno strumento di comunicazione e di engagement dei fan pazzesco che ha generato numeri enormi. Non è mancata la parte benefica: 100.000 dollari al vincitore che verranno poi destinati alla lotta contro il coronavirus.

Cosa accadrà secondo te nel futuro?
È evidente che per il mondo degli esports, già ampiamente in rampa di lancio negli ultimi mesi/anni, si tratta di un’occasione davvero ghiotta per spiccare ancora di più il volo, anche se in una forma solo ed esclusivamente online, per ora, senza eventi live che rappresentano invece un particolare significativo alla voce ricavi.
Nel momento in cui si tornerà a poter praticare sport, le due realtà, sport reale e sport virtuale, come si ritroveranno a convivere o, molto meglio, a collaborare?
Al di là dei grandi eventi di cui ho parlato sopra, l’emergenza coronavirus ha dato anche la spinta a molte realtà, in questo caso parlo più specificamente di calcio, che hanno capito, testandolo direttamente sulla propria pelle, che il mondo degli esports può diventare una nuova occasione di ricavi. Ci siamo anche resi conto in queste settimane che il mondo virtuale è sì rivolto in particolare ai più giovani, ma, altra cosa che questo periodo ci ha dimostrato, può parlare anche e sempre più ai 30/40enni, aprendo così un ulteriore canale di comunicazione e marketing vincente.

Sport reale e sport virtuale non andranno mai a sostituirsi, e nessuno se lo augura perché vorrebbe dire proseguire a vivere in questa situazione di emergenza, ma proprio questa emergenza ha dato un’occasione a entrambe le parti per conoscersi meglio e provare a porre le basi per una collaborazione vincente.
In particolare, ha aperto gli occhi agli stakeholders dello sport reale verso un mondo tutto nuovo che ancora troppo pochi, in particolare in Italia, ad oggi avevano davvero provato a conoscere fino in fondo, analizzando le diverse opportunità che può offrire. Siamo agli albori, a mio avviso di una nuova collaborazione che porterà a raggiungere risultati significativi.

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